Astrofisica, scoperto l’oggetto più grande dell’universo

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Le dimensioni della struttura – un ammasso di quasar – sono così impressionanti da rappresentare una sfida alla nostra attuale comprensione del cosmo.

Alcuni astronomi hanno scoperto una struttura talmente grande che secondo la moderna teoria cosmologica non dovrebbe neanche esistere. Utilizzando i dati provenienti dallo Sloan Digital Sky Survey, un team internazionale di ricercatori ha scoperto un ammasso di quasar – galassie giovani e attive – che si estende per 4 miliardi di anni luce.

“Questa scoperta è stata una grande sorpresa. Batte ogni record cosmologico in quanto a grandi strutture rilevate nell’universo noto”, ha dichiarato Roger Clowes, astronomo alla University of Central Lancashire che ha diretto lo studio. Giusto per fare un confronto, la nostra galassia, la Via Lattea, si estende solamente per un centinaio di migliaia di anni luce, mentre il Superammasso Locale di galassie (detto anche Superammasso della Vergine, che contiene il Gruppo Locale all’interno del quale c’è la Via Lattea), si estende solamente per un centinaio di milioni di anni luce.

Un grattacapo gigante

Un ammasso di quasar appena scoperto è l'oggetto astronomico più grande mai osservato
Un ammasso di quasar appena scoperto è l’oggetto astronomico più grande mai osservato

Che i quasar potessero formare immensi ammassi grandi più di 700 milioni di anni luce era noto da tempo, spiega Clowes. Ma la dimensione epica di questo gruppo di 73 quasar, che se ne stanno a circa 9 miliardi di anni luce di distanza, ha lasciato gli astronomi a grattarsi la testa. Questo perché gli attuali modelli astrofisici sembrano indicare che il limite superiore per le dimensioni di una struttura del genere dovrebbe essere non più di 1,2 miliardi di anni luce.

“I risultati dello studio rappresentano una sfida per la nostra attuale comprensione dell’universo. Ora come ora la presenza di questa struttura è un mistero”, ha detto Clowes. La struttura titanica, soprannominata Large Quasar Gruop (LQG), sembra contraddire anche le leggi un altro principio cosmologico largamente accettato, secondo il quale l’universo dovrebbe apparire piuttosto uniforme se osservato alle scale più grandi. “Questo potrebbe significare che la nostra descrizione matematica dell’universo è il risultato di una semplificazione troppo netta”, spiega Clowes.

Decodificando l’evoluzione delle giovani galassie

Questa enorme struttura non è importante solamente per le sue dimensioni record. Potrebbe infatti anche far luce sull’evoluzione di galassie simili alla nostra Via Lattea. I quasar, che emettono potenti getti di energia, sono tra gli oggetti più brillanti e più energetici dell’universo giovane: rappresentano una delle prime, brevi, tappe nell’evoluzione della maggior parte delle galassie.

Secondo alcuni astronomi, questi colossali gruppi di quasar potrebbero essere i precursori dei superammassi di galassie dell’universo moderno, ma l’esatta natura della loro connessione è ancora un mistero. La scoperta, un grande risultato per le simulazioni al computer, avrà bisogno di essere confermata e mappata in modo più approfondito con nuove osservazioni tramite telescopi, ha detto Gerard Williger, astronomo presso la University of Louisville, in Kentucky, che non ha partecipato allo studio.

“Questa struttura è più grande di quanto ci aspetteremmo basandoci sulle onde d’urto formate nell’universo dopo il Big Bang”, ha detto Williger. “Molto probabilmente esiste un meccanismo che dà vita a quasar come questi su larga scala e in così poco tempo, che potrebbe essere collegato a qualche condizione particolare dell’universo primordiale”.

Lo studio è stato pubblicato questa settimana nelle Monthly Notices della Royal Astronomical Society.

  • Angelo

    Fantastico, ma anche indicativo di quanto poco conosciamo dell’universo.